>> Le famiglie italiane nel 2011 hanno destinato ai consumi culturali (spese per ricreazione e cultura) in media il 7,3 per cento della spesa complessiva per consumi finali.
>> Le unità di lavoro che partecipano al processo di produzione di beni e servizi a carattere culturale, ricreativo e sportivo sono 410 mila, 54 mila unità in più rispetto al 2000 (+15,1 per cento). Tale incremento è significativamente superiore a quello registrato per il totale delle attività economiche, in cui rispetto al 2000, il numero delle unità di lavoro complessivamente impiegate è cresciuto del 2,5 per cento.
>> Nel 2013 il 43,0 per cento degli italiani ha letto almeno un libro nel tempo libero; si legge di più al Centro-Nord (49,5 contro il 30,7 per cento del Mezzogiorno) e le donne leggono più degli uomini (rispettivamente 49,3 e 36,4 per cento).
>> Poco meno di un italiano su due (49,4 per cento) legge un quotidiano almeno una volta a settimana e tra questi il 36,2 per cento almeno cinque giorni su sette. Sono sempre più numerosi gli italiani che utilizzano la rete per la lettura di giornali, news o riviste: dall'11,0 per cento del 2005 si passa al 33,2 per cento del 2013.
>> Al primo posto tra le attività culturali svolte fuori casa dagli italiani nel corso del 2013 c'è il cinema (47,0 per cento della popolazione di 6 anni e più). Tra le altre attività culturali, quelle che coinvolgono almeno un quarto della popolazione sono le visite a musei e mostre (25,9 per cento).
>> Le persone di tre anni e più che praticano sport sono 18 milioni (circa un italiano su tre): il 21,5 per cento in modo continuativo, il 9,1 per cento saltuariamente. Pur non praticando sport, il 27,9 per cento svolge un'attività fisica, mentre i sedentari sono il 41,2 per cento. Il Trentino-Alto Adige è la regione con la quota più elevata di praticanti sportivi (47,8 per cento), mentre in Campania c'è la quota più bassa (18,9 per cento).