>> Nel nostro Paese la spesa per ricerca e sviluppo incide per l’1,25 per cento del Pil (2011); tale valore è distante da quello dei paesi europei più avanzati, ma non lontano dall’obiettivo Europa 2020 fissato per l’Italia, pari a 1,53 per cento.

>> L’Italia ha presentato all’Epo (European patent office) oltre 3.600 richieste di brevetto. L’indice di intensità brevettuale, in costante crescita dal 2001, nel 2009 mostra una riduzione, attestandosi a 72,4 brevetti per milione di abitanti e collocandosi ampiamente al di sotto della media europea.

>> La quota di imprese italiane con almeno 10 addetti che si connette a Internet tramite la banda larga è pari a 91,6 per cento (2012), valore superiore alla media Ue27 (90,0 per cento), anche se l’Italia risulta ancora distante dai paesi europei più virtuosi.

>> Gli addetti alla ricerca e sviluppo (in unità equivalenti a tempo pieno) sono 3,8 ogni mille abitanti (2011), al di sotto della media europea (5,1) e con forti disparità territoriali.

>> Nel triennio 2008-2010, rispetto a quello precedente, la quota di imprese innovatrici registra nel complesso una modesta riduzione (da 32,0 a 31,5 per cento). In ambito europeo, l'Italia si colloca al di sopra del valore medio dell’Unione. L’industria si conferma il settore più innovativo, con il 43,1 per cento di imprese innovatrici contro il 24,5 per cento dei servizi e il 15,9 per cento delle costruzioni.

>> Nel 2011 il numero di laureati in discipline tecnico-scientifiche è pari a 12,9 ogni mille residenti tra i 20 e i 29 anni. Rispetto al 2000, il valore dell’indicatore è più che raddoppiato, sia per gli uomini sia per le donne.

>> Nel 2013 il 54,8 per cento della popolazione italiana di 6 anni e più utilizza Internet e tra questi il 33,5 per cento lo fa quotidianamente. La posizione nazionale è decisamente inferiore alla media Ue27 (70 per cento).

>> La quota di famiglie italiane che si connette a Internet tramite la banda larga è pari al 59,7 per cento, con 45,3 punti percentuali in più rispetto al 2006; a livello territoriale il Mezzogiorno, e in particolare la Calabria (51,1 per cento), si trova in posizione svantaggiata.