>> In Italia nel 2012 il Pil pro capite, valutato ai prezzi di mercato, è diminuito del 2,8 per cento in termini reali. La riduzione interessa tutte le regioni e il divario territoriale in termini di livello si conferma elevato. Misurato in Ppa, il Pil dell’Italia risulta inferiore a quello medio dell’Ue27.

>> La quota dei consumi sul Pil scende all’81 per cento, mentre l’incidenza degli investimenti è pari a poco meno del 18 per cento. Si conferma una situazione di insufficienza della produzione nel Mezzogiorno, dove in quattro regioni il consumo è più elevato del Pil.

>> Nel periodo 1992-2012 la produttività del lavoro ha registrato una crescita media annua dello 0,8 per cento. Negli anni più recenti si sono alternate fasi di forte riduzione a fasi di recupero, seguendo l’andamento del ciclo economico. Dopo una sostanziale stabilità nel 2011, nel 2012 la produttività del lavoro è diminuita dell’1,2 per cento. Nel confronto europeo, la produttività del lavoro italiana risulta allineata con la media dei paesi Ue27 (nel 2002 era più elevata del 9,2 per cento).

>> Nel 2012, nonostante la fase recessiva e in contro tendenza con quanto registrato in media nell’area dell’euro, l’inflazione italiana registra una ulteriore risalita, attestandosi al 3,0 per cento. Il rafforzamento della dinamica inflazionistica interessa la quasi totalità delle regioni. Il tasso più elevato e quello più contenuto si registrano in due regioni del Mezzogiorno: in Basilicata (4,4 per cento) e in Molise (2,2 per cento).

>> Negli ultimi dieci anni la quota di mercato delle esportazioni italiane sul commercio mondiale è diminuita, passando dal 4,0 per cento del 2003 al 2,7 per cento del 2012, secondo una tendenza comune a molte economie più avanzate. A livello territoriale, il contributo principale alle vendite italiane sui mercati esteri proviene dal Nord (oltre il 70 per cento); il Mezzogiorno registra una quota molto limitata (11,9 per cento), ma in crescita nell’ultimo anno.