Quota di lavoratori indipendenti

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Nel Mezzogiorno le quote più elevate di lavoratori autonomi     

UNO SGUARDO D'INSIEME

L’imprenditore è colui che affronta il rischio d’impresa in proprio, in autonomia e profondendo le proprie risorse nella realizzazione del progetto imprenditoriale. In molte economie sviluppate riveste un ruolo residuale per la presenza di imprese di grandi dimensioni dove è stato modificato il tradizionale rapporto fra proprietà e amministrazione di impresa, mentre in altre economie, come quella italiana, rimane forte la vocazione e il ruolo imprenditoriale dei singoli. L’indicatore utilizzato per misurare questa realtà è rappresentato dalla quota di lavoro indipendente presente nelle imprese. Nel 2011 in Italia il valore di questo indicatore supera di poco il 30 per cento, quasi il triplo rispetto alla media europea.


L'ITALIA NEL CONTESTO EUROPEO

L'ITALIA E LE SUE REGIONI

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Avvertenze


Confronti europei


Lavoratori indipendenti nei paesi Ue


Confronti regionali


Lavoratori indipendenti per ripartizione geografica

Lavoratori indipendenti per regione


Serie storiche


Lavoratori indipendenti per regione


Definizioni utilizzate

Il tasso d’imprenditorialità viene calcolato come rapporto tra il numero di lavoratori indipendenti e il totale dei lavoratori delle imprese. Il lavoratore indipendente si distingue dal lavoratore dipendente (c.d. lavoratore subordinato) per il grado di autonomia decisionale e per l’assunzione di responsabilità. Egli coordina gli impieghi produttivi proponendosi il raggiungimento di un fine aziendale, che di solito è il profitto. Lavoratori indipendenti sono gli imprenditori, i lavoratori autonomi, i professionisti, i coadiuvanti familiari e i cooperatori, nel caso di società cooperative. Dal calcolo si escludono le forme contrattuali atipiche (ad esempio le collaborazioni a progetto) in quanto contemplano caratteristiche sia di lavoro autonomo sia di lavoro subordinato. Sono qui utilizzati i dati delle indagini strutturali a livello europeo che escludono le unità statistiche dell’agricoltura, dei servizi finanziari, di quelli alle persone e del settore non profit. Per l’Italia si utilizzano i dati del Registro statistico delle imprese attive relativi agli stessi settori delle statistiche strutturali europee. I dati pubblicati da Eurostat, armonizzati per rendere possibile il confronto tra paesi, potrebbero differire da quelli pubblicati a livello nazionale.


Fonti

Istat, Registro statistico delle imprese attive

Eurostat, Structural business statistics

Pubblicazioni

Istat, Rapporto annuale, 2013

Istat, 9° Censimento industria e servizi, istituzioni e non profit, Comunicato stampa, 11 Luglio 2013

Link utili

Istat/imprese

Istat/datawarehouse

Eurostat/business



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