Lettori di libri

44/120

Molti libri per pochi lettori      

UNO SGUARDO D'INSIEME

La lettura di libri gioca un ruolo importante nel processo di crescita individuale, fin dalle piĆ¹ giovani fasce di etĆ . PiĆ¹ gli individui leggono, piĆ¹ riescono a mantenere aggiornate, efficienti e flessibili le loro conoscenze, ossia il loro capitale umano, e piĆ¹ riescono a interagire con le altre persone, accrescendo il loro capitale sociale. In termini di offerta nel 2011, in Italia, sono stati pubblicati poco piĆ¹ di 59 mila libri (in diminuzione rispetto al 2010 di circa 5 mila libri), di cui poco meno dei due terzi riguardano le opere originali pubblicate in ā€œprima edizioneā€ (meno 12 per cento circa rispetto allā€™anno precedente), per una tiratura totale di quasi 221 milioni di copie (meno 5,9 per cento). Complessivamente sono state stampate allā€™incirca 4 copie di opere librarie per abitante e, in particolare, poco piĆ¹ di 6 copie di libri per ragazzi (tra i 6 e i 14 anni). Se la produzione editoriale nel 2011 ha subito una battuta di arresto, si evidenzia pur sempre una offerta libraria in Italia rilevante, soprattutto se si tiene conto della scarsa propensione degli italiani alla lettura: solo il 43,0 per cento della popolazione dichiara di aver letto almeno un libro nel tempo libero nellā€™arco di dodici mesi. Tra i lettori di libri, inoltre, una quota consistente dichiara di aver letto al massimo tre libri nellā€™ultimo anno (46,6 per cento), contro unā€™incidenza decisamente piĆ¹ contenuta di quanti affermano di averne letti minimo 12 (il 13,9 per cento). Dal punto di vista temporale la quota di lettori (chi ha letto almeno un libro nellā€™ultimo anno) ĆØ rimasta intorno al 40 per cento negli anni compresi tra il 1995 e il 2003, mentre ha subito incrementi piĆ¹ consistenti negli anni successivi fino a raggiungere il suo massimo nel 2010 (46,8 per cento). Il 2013, invece, si distingue per una significativa flessione dei lettori che tornano ad avere una incidenza pari al 43,0 per cento tra le persone di 6 anni e piĆ¹. La contrazione piĆ¹ importante, inoltre, si registra proprio tra quanti si sono sempre distinti per una lettura diffusa: i bambini e i ragazzi dai 6 ai 17 anni. Tra questi, infatti, si assiste ad una diminuzione dei lettori di quasi 6 punti percentuali, passando da 57,9 del 2012 a 52,1 per cento del 2013. Per quanto riguarda la frequenza di lettura nel 2013 la quota di lettori, sia sporadici sia abituali, ĆØ sostanzialmente stabile.


L'ITALIA E LE SUE REGIONI

Scarica la scheda in PDF
Avvertenze


Dati nazionali


Persone di 6 anni e piĆ¹ che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi in Italia per sesso e classe di etĆ 


Confronti regionali


Persone di 6 anni e piĆ¹ che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi per frequenza di lettura e per regione

Persone di 6 anni e piĆ¹ che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi per regione


Serie storiche


Persone di 6 anni e piĆ¹ che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi per regione


Definizioni utilizzate

Lā€™indicatore utilizzato si basa su informazioni provenienti dallā€™indagine multiscopo sulle famiglie ā€œAspetti della vita quotidianaā€, condotta annualmente dallā€™Istat, in cui si rilevano le abitudini di lettura delle persone di almeno sei anni. Per ā€œlettoriā€ si intendono coloro che dichiarano di aver letto almeno un libro nel tempo libero, per motivi non strettamente professionali e/o scolastici, nei 12 mesi precedenti lā€™intervista. I dati presentati si riferiscono a interviste effettuate a marzo 2013.


Fonti

Istat, Indagine multiscopo sulle famiglie ā€œAspetti della vita quotidianaā€

Pubblicazioni

Istat, La vita quotidiana nel 2012, Tavole di dati, 22 luglio 2013

Istat, La produzione e la lettura di libri in Italia, Comunicato stampa, 16 maggio 2013

Istat, Annuario statistico italiano, 2013

Aie, Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia, 2013

Link utili

Istat/cultura

Istat/culturaincifre

Istat/datawarehouse

 

 

 



Codice da incorporare

Clicca qui per selezionare il codice